Fatti e cifre dei tumori in Italia
R. Zanetti, E. Buiatti, M.
Federico, A. Micheli
Il Pensiero Scientifico Editore
Collana “Tracce SIFO”
Distribuito da Sigma-tau SpA
A cura di Giovanni D'Errico,
Presidente, Lega Italiana per la Lotta
contro i Tumori
Alla pubblicazione, nel '92 e nel '97, dei due volumi de Il Cancro
in Italia, realizzati con il contributo della Lega Italiana
per la Lotta contro i Tumori e prevalentemente intesi quali strumenti
di lavoro per epidemiologi ed oncologi, fa seguito il lavoro qui presentato,
che appare del tutto nuovo, per contenuti e forma, nel panorama
della pubblicistica oncologica, se non più in generale sanitaria,
del nostro paese.
Lo sforzo degli autori è mirato a due obiettivi: la sintesi
e la divulgazione.
Il primo pare già da ora potersi riconoscere raggiunto, nel
trovare riuniti ed efficacemente esposti in poco più di cento
pagine i dati di incidenza, mortalità, sopravvivenza e prevalenza
dei tumori in Italia.
Il conseguimento del secondo, per definizione, non può che
valutarsi dagli effettivi risultati, cioè dal trasferimento
di conoscenze scientifiche ad un ambiente apprezzabilmente più ampio
di quello che le ha generate.
La riuscita di questo processo, in parte importante dipendente dal
ruolo di soggetti e fattori diversi dalla capacità espositiva
degli autori, è la sfida che questi, l'Editore e i Patrocinatori
delle ricerche hanno voluto tentare.
Letto da:
Ettore Marubini
Questa pubblicazione è il portato dell'attività dei
16 Registri Tumori variamente ubicati sul territorio nazionale, di
ciascuno dei quali è fornito l'indirizzo a p. 1 I 3.
Come sottolineano gli Autori nell'Introduzione il "libro intende
fornire una sintesi delle conoscenze disponibili sull'impatto del
cancro nella popolazione italiana ed un confronto con quanto si osserva
negli altri Paesi".
Le differenze geografiche tra le varie Regioni italiane in termini
sia di incidenza sia di mortalità sono illustrate nel secondo
capitolo; ricorrendo all'uso di diagrammi per la prima e di mappe
per la seconda, il lettore è posto in condizione di apprezzare
a colpo d'occhio il gradiente Nord-Sud per le sedi di tumore a più elevata
frequenza ed i commenti lo aiutano nel tentativo di giustificare tale
gradiente in relazione ai possibili fattori di rischio.
Segue il capitolo dedicato ai confronti internazionali che si conclude
con un messaggio estremamente allarmante: "... per l'insieme
dei tumori, l'Italia nel suo complesso si colloca ai massimi livelli
di frequenza osservati nel mondo".
Le tendenze temporali dal 1973-77 al 1988-92 dell'incidenza calcolata
dai registri di Varese, Parma e Ragusa sono oggetto di trattazione
nel quarto capitolo; le serie temporali riguardano quattro lustri
per il primo registro e tre per i due rimanenti; negli uomini si assiste
ad una stabilizzazione del rischio a partire dagli anni '80, mentre
il fenomeno èmeno evidente nel caso delle donne.
La sopravvivenza della diagnosi è affrontata nel capitolo
successivo, nel quale si forniscono non solo le curve di sopravvivenza
per i tumori più frequenti ma anche la probabilità di
sopravvivenza, a 5 anni dalla diagnosi, in confronto a quanto osservabile
in altri paesi.
Questo capitolo fornisce una misura diretta dell'effetto terapeutico
a livello nazionale.
Le curve qui tracciate riportano probabilità inferiori a quelle
che si osservano, per corrispondenti patologie, come risultato di
sperimentazioni eseguite nella ricerca clinico-oncologica rivelando
come queste ultime tendano ad offrire un quadro ottimistico rispetto
alla situazione emergente dall'ordinaria pratica clinica.
Incidenza di una malattia e sua durata portano al concetto di prevalenza
ed a quest'ultima è dedicato il sesto capitolo basato sui dati
del registro di Varese che, essendo stato attivato nel 1976, è il
solo a poter misurare la permanenza nella popolazione di casi diagnostici
molti anni or sono.
Data l'importanza della prevalenza come indicatore della domanda
di servizi sanitari nelle fasi successive a quella di esordio della
malattia, è molto apprezzabile che il libro riporti stime di
casi prevalenti per 100.000 abitanti per le sedi di tumore più frequenti.
Le informazioni attinenti a: incidenza, sopravvivenza e prevalenza
consentono agli Autori di tentare, nel settimo capitolo, una valutazione
dei risultati raggiunti e dei problemi tuttora aperti in tema di:
prevenzione, diagnosi precoce e terapia.
Il capitolo dedicato alla rete mondiale e italiana dei Registri Tumori
conclude il volume.
Il libro ha un formato tascabile e, fortunatamente, non essendo scritto
nel gergo degli epidemiologi o dei clinici può essere di facile
lettura ed immediata comprensione per un vasto pubblico.
Comunque esso può stimolare utili riflessioni ad una molteplicità di
soggetti impegnati nella Sanità: al Ministro sulla localizzazione
dei Registri (cartogramma di p. 97); agli Assessori di molte Regioni
italiane circa l'attivazione delle misure di prevenzione di nota efficacia;
a molti clinici che tendono a sopravvalutazione l'effetto dei propri
interventi ed a tutti gli operatori sulla necessità di ridurre
il tempo intercorrente tra il raggiungimento di un successo nella
ricerca e la diffusione del trattamento corrispondente alla pratica
clinica.
Rosy Bindi
In questo volume sono presentati per la prima volta in modo
sintetico ed efficace i dati più importanti prodotti dai
Registri Tumori italiani, che rappresentano una fonte di
conoscenza essenziale in campo oncologico.
La lettura fornisce un quadro pressoché completo dei tumori
nella popolazione italiana.
Tre aspetti, tra i numerosi qui presentati, colpiscono per le loro
conseguenze sulle politiche di prevenzione e cura.
Il primo è rappresentato dalla dimensione del fenomeno cancro
e dalla sua distribuzione territoriale.
Complessivamente si tratta di un rischio elevato, analogamente a
quanto si osserva negli altri paesi ad alto sviluppo, ma che risulta
dalla combinazione di frequenze fra le più elevate al nord
con situazioni di relativa protezione in ampie aree del sud.
Questo dato, se da un lato ribadisce, quantificandola, l'importanza
dei tumori fra le problematiche sanitarie, dall'altro evidenzia il
potenziale effetto di azioni di tutela ambientale e di prevenzione
primaria basate su comportamenti e stili di vita radicati nella cultura
del paese.
Il secondo contenuto di estremo interesse consiste nella valutazione
dell'impatto delle cure attraverso l'osservazione della sopravvivenza.
Nel complesso, in Italia questa si colloca nella media dei valori
europei e per diversi tipi di tumore si allinea con i risultati migliori.
Ciò dimostra la sostanziale capacità dell'oncologia
italiana di rispondere ai bisogni di diagnosi e cura.
Tuttavia è importante notare un terzo elemento, costituito
da alcune disomogeneità dei risultati di sopravvivenza tra
aree del paese.
Il quadro presentato evidenzia infatti situazioni di eccellenza accanto
a ritardi ed inadeguatezze.
Le prime indicano i livelli che è possibile raggiungere; le
seconde i divari che devono essere colmati, in un quadro di equità e
di eguali diritti fra tutti i cittadini.
Sul piano del metodo, questa pubblicazione ha il pregio di fornire,
sui fenomeni che descrive, dati accurati, rappresentativi e facilmente
leggibili.
Nell'attuale passaggio del dibattito sulle strategie di cura, questo
lavoro rappresenta un modo efficace di produrre e rendere disponibili
conoscenze scientifiche, in questo caso epidemiologiche, direttamente
utili alla programmazione e alla valutazione sanitaria.
Non a caso, il nuovo Piano Sanitario 1998-2000 individua nella lotta
ai tumori un'area di intervento strategico per il Servizio Sanitario
Nazionale, in primo luogo sui versanti della prevenzione e della cura,
ma anche e soprattutto della ricerca, elemento decisivo per vincere
la sfida di un servizio sanitario di qualità, capace di garantire
prestazioni efficaci e soprattutto di promuovere la salute.
Emanuele Galante
Esce, della serie "Tracce” de Il Pensiero Scientifico Editore, il
volume “Fatti e cifre dei tumori in Italia”, di Roberto Zanetti,
Eva Buiatti, Massimo Federico e Andrea Micheli, sulla linea di una affermata
collaborazione tra Associazione Italiana Registri Tumori e Lega Italiana per
la Lotta contro i Tumori, nell'intento di offrire al medico, indipendentemente
dal ruolo specialistico, un aggiornamento sulla evoluzione quantitativa di
un problema, la cui attualita' non tende a scemare.
Il libro consta di una parte iniziale, ad impostazione prevalentemente
didattica, in cui gli autori tentano di preparare il lettore al linguaggio
dell'epidemiologo, senza comunque perdersi in formule e concetti propri
di questa specialita', e di una successiva parte, ad impostazione
essenzialmente informativa, che costituisce il corpo principale dell'opera.
Superato l'impatto della prima parte, il libro si fa leggere “d'un
fiato”, in un a serata che si voglia dedicare all'aggiornamento
sull'argomento.
La sequenza degli argomenti documenta la esperienza degli autori
a mantenere un colloquio anche con i non addetti ai lavori.
La scelta di ricorrere piu' frequentemete a grafici ed istogrammi
a illustrazione delle informazioni rende la lettura piu' scorrevole
e l'informazione piu' facile da captare.
Anche la sistemazione di una breve tabella numerica iniziale, e di
una piu' completa tabella numerica solo a chiusura del libro, quando
il lettore ha gia' assimilato i concetti chiave per la sua lettura,
devono essere considerati come motivi di merito per gli autori.
Non va dimenticato comunque la chiarezza della veste tipografica,
e la scelta dei colori dei grafici, che rendono la lettura gradevole.
Il libro aiuta a capire alcune discrepanze sulla incidenza dei tumori
tra le varie regioni italiane, e ne confronta i valori con quelli
forniti dagli altri registri tumori europei ed extraeuropei, nel tentativo
di mettere in luce il comportamento di questa malattia che ha un nome
comune, cancro, ma che ha una frequenza ed un andamento diverso a
seconda dell'organo colpito.
E merita di essere citato l'intento degli autori di chiarire anche
le ragioni che stanno alla base delle differenze che il medico puo'
incontrare tra i dati forniti dall'epidemiologo e quelli pubblicati
dai ricercatori clinici.
L'apparente pessimismo dell'epidemiologo e l'indispensabile ottimismo
del clinico sono due aspetti che non contrastano tra di loro, e il
libro lo chiarisce in maniera efficace.
In sintesi il medico non-oncologo, ma soprattutto il medico di base,
può trovare in questo libro la risposta a domande che i pazienti,
ma soprattutto i parenti dei pazienti, formulano continuamente.
E infine lo aiuta ulteriormente a scoprire l'importanza anche di
un suo ruolo nella lotta contro il cancro, nella attesa che
le Istituzioni Governative ( il libro si avvale anche della Presentazione
dell'attuale Ministro della Sanita', onorevole Rosy Bindi) rendano
attuale quanto periodicamente viene riportato nel Piano Sanitario
Nazionale.
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