La valutazione economica degli interventi sanitari
T. Jefferson, V. Demicheli, M. Mugford
Il Pensiero Scientifico
Editore
Edizione speciale realizzata in collaborazione
con Janssen-Cilag SpA
È possibile applicare la logica economica alla gestione
del sistema sanitario?
Come valutare e garantire simultaneamente efficacia
ed efficienza, equità ed umanità degli interventi sanitari?
Come calcolare i costi diretti, indiretti ed intangibili di una malattia?
Cos'è l'analisi marginale? E l'analisi di sensitività?
Questi ed altri ancora sono i quesiti a cui il volume dà risposta
presentando i principi basilari dell'economia sanitaria e delle
tecniche utilizzate nel suo ambito di applicazione più frequente.
Una guida introduttiva che riesce finalmente a ridurre la distanza
che separa l'economia sanitaria dalla medicina e i medici dagli
economisti.
Letto da:
Angela Iannitelli
L'economia sanitaria rappresenta, per la maggior parte dei
medici, materia ardua e lontana dagli interessi intellettuali
dei cultori dell' “ars medica ”. Tuttavia con essa,
soprattutto negli ultimi anni, i medici hanno incominciato a
cimentarsi o vi sono stati costretti, pur senza averne consapevolezza,
ogni qualvolta hanno dovuto operare delle scelte per utilizzare
nel modo migliore tempo, capacità e risorse economiche.
Termini quali analisi costo-minimizzazione, analisi costo-efficacia,
analisi costo-utilità, QUALY, analisi marginale, sono entrati
nel lessico comune, spesso usati in maniera impropria.
Il volume di Jefferson, Demicheli e Mugford, due medici di sanità pubblica
ed un economista, ha il pregio di presentare al mondo medico,
in forma agile, comprensiva, semplice ma puntuale, e soprattutto,
applicativa, l'economia sanitaria, attraverso la presentazione
dei principî e deve tecniche
della valutazione economica degli interventi sanitari.
Il libro si apre con un primo capitolo sull'economia sanitaria
come “disciplina basata su un procedimento logico ed esplicito
che si propone di aiutare gli operatori sanitari, i decision-maker
e gli amministratori pubblici ad assumere decisioni circa il
miglior uso delle risorse”.
Il secondo capitolo introduce il lettore nel campo della valutazione
economica con la descrizione dei principali studi valutativi e
delle principali fasi che li caratterizzano, studi che, ad uno
ad uno, verranno ripresi nei capitoli successivi.
Vengono così illustrati gli Studi dei costi delle malattie
(COI),1'Analisi costo-minimizzazione (CMA), l'Analisi costo-efficacia
(CEA), l'Analisi costo-utilità (CUA) e l'Analisi costo-benefici
(CBA).
Ogni studio valutativo presenta un esempio di applicazione ed
ogni capitolo termina con una esauriente bibliografia.
L'ultimo capitolo illustra le possibilità di applicazione
della valutazione economica in contemporanea alla sperimentazione
clinica.
Viene inoltre presentata una guida del British Medicai Journal
utile per la valutazione e la preparazione di studi economici.
Concludono il volume tre appendici sulla applicazione della logica
economica ai diversi settori sanitari, sull'albero decisionale
ed un utilissimo glossario.
Merito del volume è quello di presentare in maniera fruibile,
applicativa e stimolante l'economia sanitaria, tanto da invogliarne
l'applicazione nel proprio agire professionale quotidiano.
Il volume rappresenta un valido strumento per avvicinare gli
operatori sanitari ai temi dell'economia sanitaria, disciplina
sempre più presente nella pratica professionale e sempre
più necessaria al fine di operare quelle scelte sanitarie
che producano il maggior numero di benefici possibili con le poche
risorse disponibili.
Alessandra Marinoni
Nell'analisi del sistema sanitario la valutazione economica
dei diversi atti che sostanziano le prestazioni erogate è diventata,
in misura sempre maggiore, una componente obbligatoria ai fini
di un approccio razionale che contemperi da un lato l'esigenza
di rispondere nel modo migliore possibile ai crescenti bisogni
di assistenza della popolazione, e dall'altro la mancata disponibilità di
un parallelo incremento delle risorse disponibili.
La cultura medica tradizionale ha di fatto trascurato ogni apertura
di conoscenza sulle problematiche "economiche" dell'operare
sanitario, molto spesso considerando tali conoscenze come improprie
o solo accessorie al proprio ambito; in ogni caso poteva sempre
essere speso, come alibi, il dogma che la salute del paziente
prescinde da ogni discorso di valutazione dei costi.
L'operatore sanitario più attento e sensibile ha sentito,
invece, l'esigenza di completare il suo sapere aprendosi ad una
prospettiva "economica" del proprio agire, ma si è allora
imbattuto nella difficoltà di trovare un testo che rispettasse
la sua condizione di neofita e che al contempo non umiliasse le
sue esigenze conoscitive con una dose eccessiva di superficialità.
Il volume di Jefferson, Demicheli e Mugford ha il pregio di fornire
una buona risposta alla carenza sopra accennata: finalmente si
dispone di un equipaggiamento idoneo per avventurarsi su percorsi
per i quali — almeno fino ad ora e fatte salve le debite
eccezioni — la formazione medica non aveva fornito alcuna
indicazione.
Il libro troverà quindi una sua immediata utilizzazione
nella didattica di molti corsi post-laurea, ed in primo luogo
nella scuola di specializzazione in Statistica Medica e Programmazione
Sanitaria, ma in prospettiva ritengo che possa proporsi come strumento
didattico di particolare utilità anche per gli studenti
della facoltà di Medicina.
Claudio Carosino
Nel giro di pochi anni l'economia sanitaria ha investito
come un ciclone la medicina italiana.
A partire dai DD.LL. 502/92 e 517/93 che hanno sancito la "riforma
della Riforma Sanitaria" ed introdotto criteri di gestione
aziendale nelle ex-USL e negli ospedali, i concetti ed i metodi
dell'economia sanitaria sono usciti dal chiuso degli istituti
universitari e dai piani alti del ministero per riversarsi "a
cascata" fino alle più remote aziende ospedaliere
ed ai più sperduti distretti sanitari del Paese.
E si è avuta la sensazione di un cambiamento epocale,
di una rivoluzione copernicana: se fino ad allora ogni clinico
si era permesso di guardare con sufficienza alle conseguenze economiche
ed ai costi del proprio agire, da allora in poi la valutazione
economica degli interventi sarebbe divenuta sempre più parte
integrante, corollario indispensabile della clinica.
Niente sarebbe mai più stato uguale a prima
Se per decenni si è continuato a ragionare come se le
risorse economiche da destinare alla sanità fossero pressoché infinite,
oggi si parla in termini di budget (cioè di fondi ben definiti
finalizzati ad uno scopo altrettanto ben definito), di
rapporto costo-efficacia, di priorità' nel destinare le
risorse, e tutto questo non solo a livello di uffici programmazione
del Ministero o degli assessorati regionali alla Sanità,
ma nella contrattazione con i Direttori di Distretto, nelle discussioni
con i responsabili dei Servizi di medicina di base delle Aziende
Sanitarie Locali.
Per il medico italiano medio (compreso chi scrive), mai formato
su questi temi, si tratta di una sfida: abbandonare il campo ritirandosi
nel proprio orticello oppure attrezzarsi culturalmente, avventurarsi
su questo terreno nuovo per vivere con più consapevolezza
la professione nell'oggi?
A questi ultimi coraggiosi tornerà utile il volume La
valutazione economica degli interventi sanitari di Thomas Jefferson,Vittorio
Demicheli e Miranda Mugford (Il Pensiero Scientifico Editore,
Roma, 1997. 140 pp. Lire 25.000), introduzione semplice, ma
non semplicistica, ai temi ed ai metodi di quella branca dell'economia
sanitaria (la valutazione economica per l'appunto) che si propone
di contribuire al processo decisionale sull'uso ottimale delle
risorse.
In pochi, agili capitoli il testo illustra i vari tipi di studi
economici valutativi (analisi costo-minimizzazione, costo-efficacia,
costo-utilità, tra gli altri) corredandoli di ampi riferimenti
bibliografici e completa l'esposizione con una breve panoramica
dei temi più attuali di dibattito e con utili indicazioni
per la ricerca in campo economico-sanitario.
Gli autori sostengono la necessità della interdisciplinarietà nell'affrontare
questi temi (non a caso due di essi sono medici di medicina pubblica
mentre uno è un economista) per evitare approcci parziali
ed unilaterali.
Sostengono soprattutto la necessità del coinvolgimento
degli operatori sanitari nella valutazione economica, poiché questa
va sempre rapportata all'efficacia ed aggiungono: "questa
funzione è tanto più importante quando, come nel
caso dei medici di famiglia, l'operatore assume il ruolo di agente
del paziente ed in questa veste interviene nel mercato sanitario.
Così come l'esperienza e la preparazione orientano il
medico nella scelta delle prestazioni più efficaci per
il proprio paziente, la comprensione dei principi della valutazione
economica lo guiderà all'identificazione dei servizi più convenienti
e, se titolare di un proprio budget, ne orienterà la spesa".
Proprio questo orientamento a ragionare sempre più in
termini di "spesa mirata" in vista del conseguimento
della massima efficienza possibile nei servizi offerti farà probabilmente
della medicina generale nei prossimi anni uno dei principali laboratori
di studio nel campo della valutazione economica (pensiamo alle
prospettive per la nuova Convenzione, con un'ampia "quota
variabile" della retribuzione, legata a progetti finalizzati.
Pensiamo anche ai numerosi progetti volti al controllo della
spesa farmaceutica in corso in tutta l'Italia).
Non ci devono fare paura le scienze economiche, il dibattito,
le sperimentazioni, ma solo la grettezza, la prevaricazione, l'ignoranza
di chi crede che fare dell'economia sanitaria voglia dire solo
tagliare ottusamente i fondi destinati all'assistenza.
Il volume citato prima riporta a questo proposito una arguta
citazione di Alan Maynard "l'efficienza non può identificarsi
con il contenimento dei costi. Se così fosse la massima
efficienza coinciderebbe col far niente che, appunto, ha un costo
minimo".
Patrizia Berto
Il futuro della Sanità e la situazione del Sistema Sanitario
nazionale sono questioni ormai all'ordine del giorno, non più materia
di dotte discussioni tra specialisti, ma argomenti che troviamo
frequentemente sulla stampa laica e nei media.
La discussione sulla sanità solleva grandi passioni: chi
riceve salute e quanta ne deve o ne può ricevere è un
problema, una sfida sia morale (etica) che pratica (concreta),
per qualsiasi società civilizzata ed ovviamente anche per
tutti noi. Il controllo della dinamica della spesa sanitaria è un
problema comune a tutti i paesi industrializzati.
Politiche di contenimento sono adottate in tutti i sistemi, anche
in risposta a fattori congiunturali, economici e demografici
che provocano una continua espansione della domanda di prestazioni
sanitarie. L'economia come disciplina può darci un grande
aiuto nell'esaminare questi problemi.
Il problema fondamentale della scarsità di risorse genera
automaticamente la necessità di operare delle scelte.
Anche se la nostra scelta è di privilegiare la salute,
ci saranno sempre dei limiti rispetto a quanto della ricchezza
prodotta dall'intero paese, si possa spendere per la salute.
Ne consegue che una valutazione farmacoeconomica accurata è lo
strumento più importante per ottenere un corretto utilizzo
delle risorse stesse.
Il testo di Jefferson, Demicheli, Mugford, La valutazione economica
degli interventi sanitari (Il Pensiero Scientifico Editore, Roma,
1997. 144 pp. Lire 28.000) si propone come un concreto strumento
di studio dei metodi dell'analisi economica applicata in Sanità.
Esso si distingue da altri manuali pubblicati in Italia negli
ultimi anni, per la dovizia di esempi e di case studies che permetteranno,
anche a chi non ha mai affrontato tale materia, di comprenderne
le regole di base e le logiche su cui si fonda.
Un testo dunque che può costituire uno strumento utile
al clinico, al farmacista, all'amministratore che devono decidere,
in buona sostanza, come allocare le risorse a disposizione della
salute dei cittadini, per ottenere non tanto un contenimento "a
tutti i costi" delle spese per la sanità, ma piuttosto
il fine di una più corretta gestione della salute pubblica.
Francesca Venturini
Due dati di fatto creano un contesto obbligatorio per le
decisioni in sanità pubblica, in un mondo che si sta preparando
al ventunesimo secolo: da una parte la disponibilità degli
interventi presenti attualmente sul mercato eccede considerevolmente
le risorse disponibili; dall'altra le regole decisionali in
materia sanitaria sono, in qualche modo, inadeguate e incomplete,
e questo rende difficile la guida verso scelte che comportino
gli interventi più favorevoli per la popolazione generale.
In materia sanitaria è particolarmente necessario assicurare
contestualmente sia l'efficacia degli interventi che l'efficienza
allocativa delle risorse: efficacia intesa come il prendere decisioni
sulla base di evidenze (evidence-based medicine); efficienza allocativa
come variabile dipendente dall'efficacia.
Le attività sanitarie sono, sostanzialmente, servizi alle
persone, corrispondenti il più possibile ai bisogni di
ogni singolo paziente.
Se si vuole garantire un impiego razionale delle risorse disponibili, è necessario
che un certo livello di cultura e di sensibilità economica
sia patrimonio di tutti coloro che, prestando la propria opera
in campo sanitario, danno, da una parte, il loro contributo nei
processi decisionali, dall'altra concorrono a qualsiasi titolo
all'erogazione dei servizi stessi.
La mentalità economica dovrebbe essere, anche a giudizio
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, bagaglio non
solo degli amministratori, ma anche dei medici e di tutti gli
operatori sanitari.
Fra questi, i farmacisti pubblici, operanti sia in ospedale che
sul territorio, rivestono un ruolo chiave nel processo decisionale.
Essi devono quotidianamente affrontare problemi di risparmio
e di utilizzo ottimale delle scarse risorse disponibili.
Assieme agli altri operatori sanitari, essi devono garantire
la qualità dell'assistenza erogata, e il corretto equilibrio
fra costi e qualità, non solo in campo di farmaci, ma globalmente.
Di fatto, sia per i farmacisti operanti all'interno degli ospedali
che per quelli preposti al controllo della farmaceutica territoriale,
la valutazione economica è da sempre parte del lavoro quotidiano.
I farmacisti, infatti, sono chiamati principalmente al controllo
del corretto utilizzo dei farmaci, la voce con il tasso di crescita
più alto fra le varie componenti della spesa sanitaria.
Dal versante ospedaliero, sono ormai decennali le esperienze
dei farmacisti pubblici nella gestione dei prontuari, liste di
farmaci selezionati in base ai criteri, nell'ordine, di maggior
efficacia, minor rischio e minor costo.
A questa attività di selezione ragionata, si è anche
recentemente diffuso l'inserimento del farmacista come membro
e/o segreteria scientifica delle commissioni locali per la valutazione
dei protocolli di sperimentazione clinica da condursi negli ospedali.
L'affiancamento di studi farmacoeconomici alle valutazioni di
efficacia clinica è sempre più frequente, e diventerà comune
nei prossimi anni.
A livello territoriale è invece molto diffusa l'attività di
monitoraggio delle prescrizioni extraospedaliere, come indicatore
di problemi assistenziali non corrisposti o sovrastimati, e come
campanello d'allarme per mettere in luce capitoli di spesa troppo
elevati, e quindi programmare studi di intervento adeguati.
Tuttavia, la formazione del farmacista non prevede alcun corso
di economia sanitaria o farmacoeconomia.
Tutte le attività in materia di valutazione economica
che il farmacista si trova a portare avanti come parte integrante
del suo ruolo istituzionale, sono frutto di esperienza, di buon
senso, di necessità di razionalizzazione.
Si rende quindi necessario creare una competenza specifica per
fare in modo che chi ha potere decisionale, a diversi livelli,
in sanità, sia opportunamente preparato.
Come testo di base ben si presta il volumetto scritto da Jefferson – De
Micheli – Mugford (La valutazione economica degli interventi
sanitari. Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 1998, 142 pp.
Lire 28.000).
Il compito del testo non è semplice: è quello di
approcciare operatori sanitari che, con molta probabilità,
non hanno mai avuto modo di entrare in contatto con la teoria
dell'economia sanitaria.
Il testo assolve efficacemente il suo compito: è semplice
e chiaro nell'esplicitare gli strumenti e la metodologia di base,
ed inoltre offre un'ampia e dettagliata selezione di referenze
bibliografiche per ogni capitolo, per coloro che volessero approfondire
specifici argomenti.
Dopo un inquadramento generale sulla teoria economica trattata
nei primi due capitoli, a tutte le tipologie di analisi economica è dedicato
un capitolo, dove un esempio pratico guida il lettore attraverso
le diverse fasi dello studio.
Alla fine di ogni capitolo, inoltre, viene aperto un dibattito
sugli aspetti controversi della specifica analisi economica trattata,
dando così al lettore la dimensione della problematica,
ed evidenziando le domande ancora aperte in materia.
Grazie a questa ben riuscita integrazione fra teoria e applicazione
pratica, la consultazione del volume costituirà sicuramente
un valido aiuto per i farmacisti e tutti gli altri operatori sanitari,
nei processi decisionali.
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