Radiofarmacia

Chi siamo

  Coordinatore:
  Monica Santimaria
  Azienda ULSS 8 Berica
  Ospedale S. Bortolo - Vicenza
  email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Collaboratori

agostini  Stefania Agostini
  U.O. Medicina Nucleare
  APSS, Trento

  Giuseppe De Marco
  UOC Farmacia
  A.O. Cosenza

  Valentina Di Iorio
  Farmacia Oncologica- Radiofarmacia
  Ist. Sc. Romagnolo IRCCS - I.R.S.T, Meldola (FC)

marco marcolin  Marco Marcolin
  U.O.C. Medicina Nucleare
  Istituto Oncologico Veneto I.O.V., Castelfranco Veneto (TV)

Emanuela Peila

  Emanuela Peila
  S.C. Assistenza Farmaceutica Ospedaliera
  ASL TO5- Chieri (TO) - Regione Piemonte

Scotognella  Teresa Scotognella
  Fondazione Policlinico "A. Gemelli" IRCCS, Roma

 

Saetta  Daniela Saetta
  Università degli Studi di Perugia
  c/o Ospedale Santa Maria della Misericordia, Perugia.

giorgia perlo  Giorgia Perlo
  Dirigente Farmacista
  SC Medicina Nucleare
  AO S. Croce e Carle, Cuneo

manilo mascia  Manlio Mascia
  Radiofarmacista e Chimico Radiofarmaceutico
  Resp. Radiofarmacia e Controllo Qualità
  UOC Medicina Nucleare e Terapia Radiometabolica, O.C. Spirito Santo, Pescara;

 

Bacheca

XL Congresso SIFO, Roma 2021

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LETTERA ver2

XL Congresso SIFO, Genova 2019

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Attivita'

Obiettivi

  1. Contribuire a sviluppare cultura e metodologie applicative per l’implementazione della figura del radiofarmacista, continuando a sviluppare progetti di formazione e ricerca nel settore dei radiofarmaci anche in collaborazione con le istituzioni pubbliche e private coinvolte;
  2. censire le radiofarmacie presenti sul territorio nazionale e definire ulteriori specifici indicatori per favorire studi di impatto e di efficacia relativi alle attività del farmacista ospedaliero a supporto o inserito nelle Medicine Nucleari;
  3. verificare il recepimento delle Norme di Buona Preparazione dei radiofarmaci per Medicina Nucleare;
  4. fornire consulenza, supporto e indirizzo negli ambiti di applicazione e sviluppo di tale figura da parte dei componenti dell'Area (es.: selezione e acquisto delle materie prime, scelta delle strumentazioni/ attrezzature/per le operazioni di preparazione e controllo di qualità di radioisotopi e radiofarmaci; gestione della produzione e il controllo di qualità dei radiofarmaci ottenuti per mezzo di kit o per la preparazione di radiofarmaci estemporanei (compresi i controlli microbiologici e l'uso del media-fill) e la relativa documentazione (es.: batch record); collaborare alla stesura di protocolli di sperimentazione clinica alla luce dell'entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo per la sperimentazione clinica di medicinali; collaborare alla stesura dei capitolati tecnici, alle commissioni di gara, alla gestione logistica e ai flussi informativi; partecipare ad audit clinici per migliorare la qualità, la sicurezza e l'efficacia delle preparazioni e per la verifica dell’applicazione della normativa vigente sui radiofarmaci impiegati in medicina nucleare; monitorare le reazioni avverse e/o il fallimento diagnostico-terapeutico a seguito di eventuali interazioni con farmaci o integratori alimentari);
  5. proporre soluzioni regolatorie armonizzate per l'impiego dei diversi tipi di radiofarmaci a disposizione per uso clinico ed eventualmente per sperimentazioni cliniche e fornire le necessarie competenze in materia di radiofarmaci ai farmacisti dirigenti del SSN a supporto delle Medicine Nucleari, al fine di rappresentare sempre più un punto di riferimento per le direzioni aziendali e di migliorare la produttività dei servizi;
  6. definire un “estratto” delle linee guida dedicate allo sviluppo ed il controllo degli ambienti farmaceutici per le routinarie attività in Medicina Nucleare, come strumento utile alle amministrazioni per garantire gli standard richiesti da normativa. Questo documento verrà redatto congiuntamente ai settori farmaceutici che devono rispondere di analoghi requisiti (come ad esempio le UFA);
  7. sviluppare una rete operativa di farmacisti SIFO per rispondere a quesiti di approvvigionamento (questi ultimi tenendo conto di alcune esigenze peculiari quali ad es. i materiali per il controllo di qualità dei radiofarmaci), gestionali e normativi dei radiofarmaci da mettere a disposizione per i soci SIFO;
  8. proporre attraverso le società di riferimento AIMN, SIFO e GICR (Gruppo Interdisciplinare sulla Chimica dei Radiofarmaci) “standard tecnici” per l’applicazione delle  Norme di Buona Pratica in Medicina Nucleare, utili ad armonizzare le attività sul territorio di tutti le Strutture di Medicina Nucleare;
  9. collaborare e fornire attività di indirizzo e di raccordo con Associazioni scientifiche e di categoria, presenti in Italia ed Europa (AIMN, European Association of Nuclear Medicine, Society of Radiopharmaceutical Sciences, EAHP European Association of Hospital Pharmacist, International Atomic Energy Agency, European Pharmacopea, EMEA etc.) nel settore dei radiofarmaci;
  10. fornire attività di consulenza, indirizzo e supporto tecnico scientifico ai Comitati Etici nell'ambito di studi clinico-sperimentali con radiofarmaci;
  11. favorire l’inserimento e il tirocinio pratico, dello specializzando in Farmacia Ospedaliera anche all’interno dei reparti di Medicina Nucleare;
  12. coordinarsi con i referenti delle altre aree culturali della SIFO per gli interessi condivisi (es.: galenica, HTA, sperimentazione, farmacovigilanza, oncologia, biotecnologie farmaceutiche, cardiovascolare), secondo quanto previsto nel documento programmatico della SIFO;
  13. diffondere l’educazione sulla Farmacovigilanza (o Radiofarmaco Vigilanza) anche presso le Medicine Nucleari proponendo un facilitatore, che potrebbe diventare parte di una rete nazionale.

Il gruppo di coordinamento dell’area si porrà lo scopo di identificare per ogni regione o area regionale, i colleghi a cui affidarsi per ottenere un omogeneo sviluppo della cultura radiofarmacia su tutto il territorio nazionale.

Eventi

LA DOCUMENTAZIONE E L'UTILIZZO DEI SISTEMI INFORMATICI IN RADIOFARMACIA
BWS PlusHotel Genova - Torino, 3.10.2019

 

Comunicazioni

Nota radiofarmaci galenici_08 03 2021_MS 

Notiziario di Medicina Nucleare ed Imaging Molecolare n.2 del 2018

Normativa

"Norme di Buona Preparazione dei RadioFarmaci" - Gazzetta Ufficiale 21-07-2005

Materiale

Linea Guida sulla Prevenzione degli Errori Connessi alla Errata Gestione dei Radiofarmaci Rivista ANMDO
Nuove prospettive nella gestione dei pazienti con i radiofarmaci 
La radiofarmacia al serviziodell'innovazione in oncologia
Introduzione Radiofarmacia Laboratorio Life - XL congesso SIFO 2019
Radiofarmacia Laboratorio Life Agostini - Marcolin 1- XL congesso SIFO 2019
Radiofarmacia Laboratorio Life Agostini - Marcolin 2 - XL congesso SIFO 2019

FAQ

Frequently Asked Questions (FAQs)

Vuoi sottoporre un nuovo quesito utile ad arricchire questa pagina ? Compila il "Form di sottomissione FAQ dell'ASC di Radiofarmacia". La tua richiesta sarà valutata ed inserita nelle FAQ.


RADIOFARMACI MARCATI CON Tecnezio-99m

1. DOMANDA: con quale frequenza devono essere effettuati i controlli di qualità sui kit marcati con Tecnezio-99m?

RISPOSTA: la preparazione dei radiofarmaci da kit richiede una sintesi chimica solitamente di facile esecuzione e descritta nella sezione 12 del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto. Per molti aspetti, la loro sicurezza e la loro qualità sono garantite dal fabbricante del kit, ma ad OGNI marcatura è necessario controllare che la reazione abbia portato alla formazione del prodotto desiderato attraverso la verifica dei parametri e secondo i metodi descritti nella sezione 12 del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto.

2. DOMANDA: cosa fare se un controllo di qualità di un radiofarmaco marcato con Tecnezio-99m non supera un test, ad es. la percentuale di purezza radiochimica minima prescritta dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto?

RISPOSTA: nel caso di risultati fuori specifica, l'operatore che ha effettuato il controllo e il Responsabile Controllo di Qualità devono effettuare, e documentare, una adeguata investigazione seguendo una apposita SOP, prima di giungere alla decisione finale se accettare o no il risultato fuori specifica (procedura di indagine delle cause del risultato fuori specifica).
La ricerca delle cause deve avvenire secondo il seguente schema:

  • verifica dei calcoli;
  • verifica dei dati grezzi e dei metodi di analisi e di conversione dei dati grezzi utilizzati;
  • verifica dei materiali utilizzati;
  • verifica della strumentazione analitica utilizzata;
  • verifica della calibrazione dello strumento se pertinente;
  • verifica delle procedura e delle attrezzature di campionamento utilizzate;
  • esame del campione residuo.

Se al termine dell’indagine viene identificato l’errore, si procede come segue:

  • in caso di accertato errore di tipo analitico, si ripete l’analisi (retesting) sullo stesso campione.;
  • in caso contrario si ripete l’analisi su un nuovo campione (resampling).

Nel caso in cui il risultato fuori specifica sia confermato, i risultati dell’indagine sono riportati sul rapporto di risultato fuori specifica e il lotto deve essere eliminato.
Qualora il fuori specifica sia da imputare ad una difettosità del lotto del kit va segnalata al produttore mediante l’apertura di un formale reclamo.

3. DOMANDA: il primo eluato di un generatore di 99Mo/99mTc può essere utilizzato per la marcatura dei kit?

RISPOSTA: in deroga a quanto disposto dalle Norme di Buona Preparazione dei Radiofarmaci per Medicina Nucleare e come specificato nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto dei generatori in commercio, il primo eluato può essere utilizzato, salvo specifica indicazione riportata sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto dei kit, previa verifica della conformità dell'eluato, secondo quando previsto dalla Farmacopea europea. Se il riassunto delle caratteristiche del prodotto di un kit riporta che non si deve utilizzare un eluato più vecchio di 24 ore, allora il primo eluato non può essere utilizzato per marcare il kit.

4. DOMANDA: in caso di guasto dello strumento utilizzato per la rilevazione della distribuzione dell’attività sulle fasi stazionarie durante l’esecuzione del controllo di qualità dei radiofarmaci mediante TLC , esiste un’alternativa in attesa della riparazione?

RISPOSTA: si consiglia sempre la predisposizione di uno strumento di backup, per garantire la continuità del controllo in caso di guasto.
In assenza di uno strumento di backup, le lastrine del controllo di qualità possono essere analizzate in alternativa come riportato di seguito:

  • se riportato sul RCP: le lastrine vengono tagliate e ciascuna parte viene contata in un calibratore di attività. Si raccomanda una valutazione preliminare della sensibilità dello strumento.
  • come ulteriore alternativa si può valutare di validare un metodo che impieghi per la rilevazione una Gamma Camera, previa valutazione della sensibilità: in questo caso, si mettono le lastrine tra due fogli di parafilm e si acquisiscono le lastrine appoggiate direttamente sulla testata di una gamma camera mettendo, come punto di riferimento, la penna di cobalto (57Co). Trattandosi di un cambiamento alle indicazioni relative ai controlli di qualità riportate in RCP, la preparazione deve considerarsi estemporanea e i metodi devono essere convalidati (per approfondimenti vedi anche: ICH Q2 (R1) Validation of analytical procedures: text and methodology).

5. DOMANDA: nel fallimento di un CQ eseguito per la valutazione della purezza radiochimica di un radiofarmaco, quali sono i fattori che possono causare artefatti nella cromatografia su strato sottile ?

RISPOSTA: errori procedurali o di natura pratica sono i più comuni in questo tipo di problematiche. Possiamo elencare ad esempio:

  • eccessiva diluizione del RF;
  • alterazione della distribuzione della Fase Stazionaria (presenza di piegature, tagli o anse nel supporto, che fermano quote di RF nella migrazione);
  • lo “splashing” al momento della deposizione del campione (la goccia di campione deve essere di circa 5-10 ɥL);
  • interazioni con coloranti usati per visualizzare il punto di deposizione o il fronte del solvente;
  • superfici di lavoro sporche, impronte da digitazione sulla fase stazionaria;
  • contatto della lastrina con parete umida della camera cromatografica;
  • contaminazione anche con altri radiofarmaci;
  • errori connessi alla fase mobile errata, alterata nella conservazione, contaminata, in quantità insufficiente o eccessiva.
  • contaminazione del supporto utilizzato per la lettura della lastrina

UTILIZZO DI FARMACI NELLE PROCEDURE DIAGNOSTICHE

1) DOMANDA: Alcuni esami scintigrafici richiedono il blocco funzionale tiroideo, quali farmaci si possono usare?

RISPOSTA: si possono somministrare i seguenti farmaci:

  • soluzione di lugol 5% forte (soluzione di iodio e potassio ioduro), preparato galenico fornito dalla farmacia ospedaliera;
  • capsule di perclorato di potassio (caratteristiche steriche simili allo iodio) di grado farmaceutico, preparato dalla farmacia ospedaliera;
  • gocce di perclorato di sodio (caratteristiche steriche simili allo iodio), farmaco da importare (Irenat Drops).


RADIOFARMACI PREPARAZIONI ESTEMPORANEE

1) DOMANDA: per poter iniziare ad eseguire una preparazione estemporanea, da cosa si deve partire?

RISPOSTA: come prima cosa, è importante avere locali classificati: le preparazioni estemporanee devono essere allestite in una cella di manipolazione di classe A-GMP con un ambiente circostante di classe B, oppure in un isolatore di classe A con un ambiente circostante di classe D. Una volta definiti gli ambienti, è necessario studiare il tipo di preparazione, grazie al supporto della specifica monografia di farmacopea europea e/o delle linee guida e/o di articoli scientifici, così anche da capire quale strumentazione sia necessaria. E’ importante convalidare il metodo di marcatura e convalidare il processo in asepsi mediante la simulazione con terreno di coltura idoneo. Un caso particolare di preparazione estemporanea è la marcatura dei leucociti con il 99mTc-HMPAO o con 111In oxina nella diagnosi differenziale tra infezione e infiammazione, per la quale può essere seguita la procedura riportata nel RCP del radiofarmaco (vedere anche le Guidelines for leucocytes labelling procedure)

2) DOMANDA: L’eluato ottenuto da un generatore 68Ge/68Ga con A.I.C. deve essere sottoposto a controllo di qualità?

RISPOSTA: sì, analogamente ai più diffusi generatori di Tecnezio, anche l’eluato di un generatore 68Ge/68Ga deve essere sottoposto a controllo di qualità, in particolare si verifica la limpidezza della soluzione, il pH e la radioattività.
Il generatore se non correttamente eluito (una volta al giorno secondo le istruzioni del fabbricante) potrebbe contenere Germanio-68 dovuto al “breakthrought” del generatore stesso.

3) DOMANDA: seguendo il RCP del Somakit TOC, il controllo della purezza radionuclidica dell’eluato verrebbe omesso?

RISPOSTA: si omette perché il produttore del generatore garantisce valori di purezza radionuclidica inferiore ai limiti previsti se si effettua giornalmente almeno una eluizione.

SPERIMENTAZIONI CON RADIOFARMACI

1) DOMANDA: quali sono le normative per le sperimentazioni con i radiofarmaci?

RISPOSTA: ad oggi, in base al D.L. 200/07 e al D.M. 211/03 è possibile intraprendere una sperimentazione NO PROFIT in strutture ospedaliere che rispettano le Norme di Buona Preparazione dei Radiofarmaci per Medicina Nucleare con radiofarmaci sia diagnostici sia terapeutici, mentre le sperimentazioni PROFIT con radiofarmaci sia diagnostici sia terapeutici possono essere intraprese in strutture che rispondono ai requisiti delle Good Manufacturing Practice (GMP). Con la prossima entrata in vigore del Regolamento Europeo 536/2014, in strutture ospedaliere che rispettano le Norme di Buona Preparazione dei Radiofarmaci per Medicina Nucleare sarà possibile intraprendere sperimentazioni con radiofarmaci diagnostici sia PROFIT sia NO PROFIT, mentre per sperimentazioni con radiofarmaci terapeutici sia PROFIT sia NO PROFIT sarà possibile intraprendere una sperimentazione solo in strutture che rispondono ai requisiti delle GMP.

2) DOMANDA: in uno studio clinico di Fase I oncologico con un radiofarmaco le strutture di Medicina Nucleare da coinvolgere devono inviare l’autocertificazione per la Fase I ?

RISPOSTA: deve essere chiaramente specificato in quale luogo viene somministrato il radiofarmaco in sperimentazione: nel reparto di oncologia o nel reparto di medicina nucleare. Si ricorda che l’Unità di Fase I è il luogo nel quale vengono trattati i pazienti arruolati negli studi clinici di Fase I: pertanto, se il farmaco sperimentale viene somministrato nel reparto di Medicina Nucleare, o se il paziente trattato viene ricoverato, anche temporaneamente in Medicina Nucleare, questo reparto deve autocertificarsi come Unità di Fase I ai sensi delle Determine AIFA (in questo caso, il reparto di Oncologia deve essere autocertificato come Unità di Fase I). Inoltre, relativamente alla produzione di tale farmaco potremmo avere 2 situazioni: 1. se si tratta di un radiofarmaco "finito", cioè prodotto da industria/laboratorio autorizzato, esterno alla struttura sanitaria (pubblica o privata) nella quale opera l'Unità di Fase I, tale farmaco, in quanto "finito", non viene manipolato dalla radiofarmacia e/o dalla medicina nucleare dell’ospedale. È evidente che, in questo caso (farmaco "finito"), devono essere presenti delle rigorose procedure che ne traccino il trasporto dall'officina/laboratorio di produzione all'Unità di Fase I, dove viene somministrato il farmaco sperimentale, considerando la peculiarità del farmaco. 2. Se il radiofarmaco viene prodotto direttamente nella radiofarmacia e/o dal laboratorio per i radiofarmaci, di ospedali pubblici o strutture sanitarie private, della struttura sanitaria (pubblica o privata) nella quale opera l'Unità di Fase I, detti laboratori/radiofarmacie devono essere conformi all'art. 16 del D.lgs. 200/2007. È altresì evidente che, anche in questo caso (farmaco prodotto da laboratori interni alla struttura sanitaria), devono essere presenti delle rigorose procedure atte a dimostrare tutte le operazioni eseguite dal laboratorio all'Unità di Fase I, dove il radiofarmaco viene somministrato. È superfluo aggiungere che dette procedure devono essere connesse alle procedure specifiche dell'Unità di Fase I.

 

Ultimo aggiornamento 03 novembre 2021

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