NAPOLI: FARMACEUTICA TERRITORIALE E PAZIENTE CRONICO

Si è svolto a Napoli, presso l’Hotel NH Panorama, il corso residenziale di aggiornamento regionale “La Farmaceutica Territoriale tra sostenibilità, innovazione e nuovi scenari per il paziente cronico”, promosso da SIFO e curato dall’Area scientifico-culturale SIFO Continuità delle cure e delle relazioni tra i setting assistenziali e dalla Segreteria Regionale SIFO Campania.
L’evento ha rappresentato un momento di confronto multidisciplinare sul ruolo sempre più strategico della farmaceutica territoriale all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, in particolare nella presa in carico del paziente cronico, fragile e spesso sottoposto a politerapie.

All’incontro hanno preso parte importanti componenti della dirigenza SIFO, tra cui il vicepresidente dott. Ugo Trama, il tesoriere dott. Adriano Vercellone, intervenuto anche come moderatore, e il consigliere dott. Filippo Urso, anch’egli impegnato nella moderazione dei lavori.
Presenti inoltre la Segretaria Regionale SIFO Campania, dott.ssa Francesca Futura Bernardi, e i consiglieri del gruppo regionale. Il convegno è stato introdotto da Ugo Trama (Direttore Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale della Campania), che ha evidenziato l’importanza delle tematiche affrontate, a partire dalle nuove progettualità territoriali previste dal DM 77.
In questo scenario, il farmacista del SSN e i Servizi Farmaceutici Territoriali assumono un ruolo fondamentale di raccordo multiprofessionale e sociale, anche nell’organizzazione delle attività connesse allo sviluppo delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità. Nei saluti introduttivi, il prof. Vincenzo Santagada (Assessore alla Salute del Comune di Napoli e Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Napoli), ha richiamato il valore della farmacia dei servizi e il ruolo dei farmacisti nella rete multiprofessionale del Servizio Sanitario. In questa prospettiva, il farmacista del SSN può contribuire sempre di più ai percorsi assistenziali attraverso attività di consulenza nei diversi setting di cura, mentre la farmacia di comunità può rafforzare il proprio ruolo di prossimità nella presa in carico dei pazienti cronici.
Il corso, realizzato grazie alla collaborazione sinergica dei tre responsabili scientifici Andrea Ciaccia, Mariarosaria Cillo e Vincenzo Del Pizzo con la Segreteria Regionale SIFO Campania, ha posto al centro la farmaceutica territoriale in una fase di profonda trasformazione. L’obiettivo era aprire un confronto concreto su un ambito oggi fortemente coinvolto nella crescita della spesa farmaceutica convenzionata e degli acquisti diretti, nell’arrivo di nuove molecole e nelle progettualità previste dalla riorganizzazione dell’assistenza territoriale.
Ampio spazio è stato dedicato al tema della sostenibilità della spesa farmaceutica e dell’accesso all’innovazione. Dalle relazioni è emersa la necessità di coniugare l’introduzione di nuove terapie con strumenti sempre più solidi di programmazione, monitoraggio e valutazione degli esiti. L’innovazione rappresenta una grande opportunità per i pazienti, ma richiede modelli di governance capaci di misurarne il valore reale, evitare sprechi e orientare le scelte verso criteri di efficacia, sicurezza, appropriatezza e sostenibilità.
Un focus rilevante ha riguardato le grandi aree della cronicità, in particolare diabete, malattie metaboliche, dislipidemie e rischio cardiovascolare. Le nuove opzioni terapeutiche stanno modificando in modo significativo gli scenari di cura, offrendo possibilità più efficaci di controllo della malattia e di prevenzione delle complicanze. Tuttavia, il loro impiego richiede percorsi ben definiti, corretta selezione dei pazienti, monitoraggio continuo e integrazione tra specialisti, medici di medicina generale, farmacisti del SSN e servizi territoriali.
Tra gli interventi da segnalare anche quello di Karherine Esposito, professore ordinario di Endocrinologia presso l’AOU Luigi Vanvitelli, che ha parlato dei nuovi approcci terapeutici disponibili per i pazienti con diabete. “I principali pilastri della terapia del diabete tipo”, ha dichiarato la prof. Esposito, “includono: gli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2, fondamentali nella protezione cardiorenale per il rallentamento della malattia renale cronica e la riduzione dello scompenso cardiaco; gli agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1 RA) e i dual agonist GLP-1/GIP, che sono associati a riduzioni dell'emoglobina glicata e del peso corporeo elevati e ad un profilo protettivo multi-organo”.
In conclusione, ha affermato l’accademica, la “moderna diabetologia si muove oggi oltre il semplice target glucocentrico. L'obiettivo primario è diventato la modificazione precoce della storia naturale della malattia e la protezione d'organo sistemica (cardiaca, renale e vascolare periferica), guidata da molecole e formulazioni sempre più efficaci, flessibili e orientate alla compliance del paziente. Oggi abbiamo gli strumenti farmacologici per intervenire precocemente e cambiare la storia naturale della malattia”.
Il governo delle terapie croniche è stato affrontato anche attraverso i temi dell’aderenza terapeutica, della farmacoutilizzazione, della deprescrizione e dell’uso dei dati real-world. Nei pazienti anziani, fragili e politrattati, la revisione periodica delle terapie diventa uno strumento fondamentale per ridurre rischi, interazioni, trattamenti non necessari e ricoveri evitabili. In questo ambito, il farmacista del SSN assume un ruolo centrale nella lettura dei dati prescrittivi, nel supporto ai percorsi decisionali e nella promozione dell’appropriatezza.
Particolare attenzione è stata riservata durante l’evento alla sanità di prossimità e alla continuità ospedale-territorio. Le esperienze presentate dalle ASL campane hanno mostrato progettualità importanti nella presa in carico del paziente cronico, fragile e politrattato, valorizzando strumenti come telemedicina, distribuzione diretta, distribuzione per conto, home delivery, monitoraggio dei percorsi e piattaforme digitali di supporto. La prossimità, è emerso dal confronto, non coincide solo con la vicinanza fisica dei servizi, ma con la capacità del sistema di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura.
Un passaggio qualificante del convegno ha riguardato la vigilanza farmaceutica sul territorio. La sessione dedicata alla farmaceutica convenzionata, introdotta dalla prof.ssa Paola Minghetti, ha approfondito la necessità di una regolamentazione più aggiornata e coerente con l’evoluzione dei servizi. L’ampliamento delle responsabilità professionali, lo sviluppo della farmacia dei servizi, la complessità dei percorsi assistenziali e la crescente integrazione tra pubblico e privato convenzionato rendono infatti necessario un aggiornamento organico delle regole e degli strumenti di vigilanza.
La parte finale dei lavori ha approfondito il ruolo della farmaceutica convenzionata e delle nuove infrastrutture digitali. Dalla distinta contabile riepilogativa informatizzata alle piattaforme regionali di monitoraggio, fino agli strumenti di tracciabilità e interoperabilità, la digitalizzazione è stata presentata come una leva essenziale per migliorare trasparenza, controllo della spesa, appropriatezza prescrittiva e integrazione tra professionisti. Il confronto con diverse esperienze regionali ha confermato come le piattaforme digitali possano rendere più efficace il governo del farmaco e più tempestiva la risposta ai bisogni dei cittadini.
Il corso, rivolto ai soci SIFO campani, ha registrato un significativo apprezzamento, confermato anche dall’elevato numero di adesioni e nel complesso l’iniziativa ha restituito una visione moderna della farmaceutica territoriale: non più soltanto funzione erogativa, ma leva strategica di governo clinico, organizzativo ed economico.
A nome dei coordinatori dell’evento, Andrea Ciaccia ha sottolineato in conclusione che “Il bilancio dell’evento è molto positivo. Come responsabili scientifici volevamo aprire un confronto concreto sulla farmaceutica territoriale, superando una visione solo erogativa e valorizzandone il ruolo di governo clinico, organizzativo ed economico. Credo che questo obiettivo sia stato raggiunto anche grazie alla forte partecipazione della dirigenza SIFO, della Segreteria Regionale SIFO Campania e del gruppo regionale. Dalle relazioni è emersa con chiarezza la centralità del farmacista del SSN nei nuovi modelli di sanità di prossimità previsti dal DM 77, soprattutto nel raccordo tra ospedale, territorio, Case e Ospedali di Comunità.
Le esperienze presentate dalle ASL campane hanno mostrato progettualità importanti nella presa in carico del paziente cronico, fragile e politrattato. Molto rilevante anche il confronto sulle piattaforme digitali, sulla tracciabilità, sulla DCR informatizzata e sugli strumenti di monitoraggio. Il messaggio finale è che la farmaceutica territoriale deve essere considerata una leva strategica per garantire appropriatezza, equità di accesso, sostenibilità e continuità assistenziale”.
Walter Gatti
Agenzia DIRE
