ANTIMICROBIAL STEWARDSHIP: SALERNO PROTAGONISTA

Scritto da Redazione SIFOweb Il .

evento Salerno

Si è appena concluso a Salerno il Corso residenziale SIFO “Antimicrobial Stewardship: farmaci, comunicazione e nuove competenze per la farmacia clinica”.

Il Corso si è tenuto presso il Salone dei Marmi, del Palazzo comunale della città campana ed è stato aperto dai Saluti istituzionali di autorità, di rappresentanti dell'Università di Salerno e della Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera, oltre che della stessa SIFO. Abbiamo chiesto alle coordinatrici scientifiche - Rossella Centola, Roberta Marra e Janette Monzillo - di commentare temi, svolgimento e riscontri finali di questo evento.

Una serie di domande per voi che avete coordinato questo evento, definendo programma, contenuti e speaker. Iniziamo dalle motivazioni di base: perché questo Corso residenziale SIFO e quali gli obiettivi che vi eravate prefissati nella sua progettazione?

CENTOLA, MARRA, MONZILLO - L’idea di realizzare questo evento è nata nel contesto del lavoro di revisione del capitolo dedicato all’Antimicrobial Stewardship inserito nella pubblicazione SIFO “Comunicazione, Rischio Clinico e Responsabilità del Farmacista Ospedaliero”. Il volume sottolineava il valore della comunicazione come strumento di prevenzione degli errori, tutela della responsabilità professionale e promozione della qualità e della sicurezza delle cure. La riflessione sviluppata durante la revisione ha evidenziato come l’Antimicrobial Stewardship non possa essere affrontata esclusivamente sotto il profilo clinico e farmacologico. L’appropriatezza della terapia antimicrobica richiede attenzione anche alla comunicazione, ai comportamenti professionali, all’organizzazione dei percorsi assistenziali e all’utilizzo consapevole degli strumenti digitali. Da questa consapevolezza è nata l’idea di organizzare questa giornata formativa multidisciplinare a Salerno, progettata per collegare l’evidenza scientifica alla pratica quotidiana e alle concrete esigenze dei pazienti e dei team assistenziali.

L’evento ha visto la collaborazione tra due Aree scientifiche - Infettivologia, Counseling e Farmacia narrativa - come valore aggiunto per la costruzione di un percorso realmente multidisciplinare. Come mai questo inedito approccio multi-Area?

CENTOLA, MARRA, MONZILLO - Intendevamo affrontare l’appropriatezza antimicrobica non soltanto come questione terapeutica, ma anche come processo comunicativo, organizzativo e professionale. E dunque nelle sue premesse la giornata intendeva mettere in relazione competenze farmacologiche, cliniche, microbiologiche, comunicative e digitali, valorizzando il ruolo del farmacista ospedaliero nei percorsi di appropriatezza, sicurezza e gestione del rischio clinico. Val la pena ricordare che l’obiettivo globale dell’appuntamento di Salerno non era semplicemente parlare di riduzione del consumo di antibiotici, ma promuovere un uso più consapevole e appropriato degli antimicrobici: il trattamento corretto per il paziente corretto, secondo le evidenze disponibili e in relazione alla specifica situazione clinica.

Il Corso ha registrato il tutto esaurito ed i contenuti erano di enorme spessore. Obiettivi raggiunti rispetto al percorso formativo che SIFO ha voluto sviluppare?

CENTOLA, MARRA, MONZILLO -  Riteniamo che gli obiettivi siano stati sostanzialmente raggiunti sul piano formativo, culturale e professionale. Il programma ha consentito di affrontare l’Antimicrobial Stewardship da prospettive diverse, superando una visione esclusivamente clinica o farmacologica. Gli interventi dei relatori hanno evidenziato il valore dell’integrazione tra competenze, dati, comunicazione e organizzazione e hanno contribuito a delineare il farmacista ospedaliero come una figura attiva nei percorsi di appropriatezza, sicurezza e governo della terapia antimicrobica. La giornata ha inoltre permesso di collegare i contenuti scientifici alle esigenze concrete della pratica quotidiana. Per SIFO e per il farmacista ospedaliero questo significa non limitarsi alla gestione del medicinale, ma partecipare alla scelta terapeutica, al monitoraggio della terapia, all’analisi dei consumi e degli esiti, alla prevenzione degli eventi avversi e alla costruzione di percorsi condivisi con gli altri professionisti.

Ed ampio spazio, come avete già detto, è stato offerto alla comunicazione ed alla digitalizzazione...

CENTOLA, MARRA, MONZILLO - Si, sono dimensioni essenziali: affinchè una strategia di Antimicrobial Stewardship sia realmente applicabile le conoscenze devono tradursi in decisioni condivise, procedure chiare, flussi informativi affidabili e strumenti utili al lavoro dei farmacisti ospedalieri. È necessario, tuttavia, distinguere il raggiungimento degli obiettivi formativi dalla misurazione dell’impatto sui comportamenti e sugli esiti assistenziali.

Proprio per concludere: come si misura l'impatto di una giornata formativa come quella di Salerno?

CENTOLA, MARRA, MONZILLO - Occorre un monitoraggio nel tempo, attraverso indicatori ben definiti e replicabili nei diversi contesti territoriali e regionali. Per noi, quindi, l’evento ha rappresentato un punto di partenza concreto: ha rafforzato conoscenze e consapevolezza e ha creato le condizioni per trasferire quanto emerso nella pratica professionale. La sfida successiva è consolidare questo percorso attraverso procedure, audit, formazione continua e una collaborazione sempre più strutturata tra le diverse componenti dell’équipe assistenziale.

 

Walter Gatti
giornalismo & comunicazione

 

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