Nature, il trial italiano sulle cellule staminali

Scritto da Tarantino Domenico Il .

Le cellule del midollo osseo si possono differenziare solo in cellule dell'osso, della pelle e della cartilagine. L'idea che possano trasformarsi in altri tipi di cellule è alla base del potenziale terapeutico rivendicato nel brevetto di Vannoni.

 

Ma "nessuno ha mai dimostrato in maniera convincente che le cellule del midollo osseo possano differenziarsi in cellule nervose", dice Elena Cattaneo, ricercatrice che studia le cellule staminali all'Università di Milano.

L'anno scorso l'Ufficio Brevetti degli Stati Uniti ha dato un parere negativo 'pre-finale' al brevetto di Vannoni, che consente la ripresentazione del dossier, anche se Vannoni non l'ha ancora ripresentato. Nel rigetto si nota che nell'applicazione non erano inclusi dettagli sufficienti sulla metodologia, che la differenziazione delle cellule del midollo osseo in cellule nervose è improbabile che si verifichi durante il tempo di incubazione molto breve descritto, e che la comparsa di cellule simil-nervose nella coltura rischia di "riflettere cambiamenti citotossici".
La sperimentazione clinica italiana sponsorizzata dal Governo doveva iniziare il 1° luglio, ma è in ritardo perché Vannoni ha rimandato per tre volte l'impegno di rivelare il suo metodo al comitato di nomina governativa che preparerà il trial. Il Comitato è composto da rappresentanti dell'AIFA, del Ministero della Salute e diversi scienziati ed è guidato dall'Istituto Superiore di Sanità.

Nature ha fatto ripetuti tentativi di contattare Vannoni via e-mail e per telefono per un commento dallo scorso mercoledì 26 giugno. La Fondazione Stamina non ha risposto alle e-mail.

Secondo Irving Weissman, direttore dello Stanford Institute for Stem Cell Biology and Regenerative Medicine in California, il Governo italiano "non sarebbe saggio a sostenere un trial con così poche prove di efficacia".

Per ulteriori informazioni:
Staminali: "Nature" ancora contro metodo Stamina

Fonte: www.agenziafarmaco.gov.it

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Le cellule del midollo osseo  si possono differenziare solo in cellule dell'osso, della pelle e della cartilagine. L'idea che possano trasformarsi in altri tipi di cellule è alla base del potenziale terapeutico rivendicato nel brevetto di Vannoni. Ma "nessuno ha mai dimostrato in maniera convincente che le cellule del midollo osseo possano differenziarsi in cellule nervose", dice Elena Cattaneo, ricercatrice che studia le cellule staminali all'Università di Milano.

L'anno scorso l'Ufficio Brevetti degli Stati Uniti ha dato un parere negativo 'pre-finale' al brevetto di Vannoni, che consente la ripresentazione del dossier, anche se Vannoni non l'ha ancora ripresentato. Nel rigetto si nota che nell'applicazione non erano inclusi dettagli sufficienti sulla metodologia, che la differenziazione delle cellule del midollo osseo in cellule nervose è improbabile che si verifichi durante il tempo di incubazione molto breve descritto, e che la comparsa di cellule simil-nervose nella coltura rischia di “riflettere cambiamenti citotossici".

La sperimentazione clinica italiana sponsorizzata dal Governo doveva iniziare il 1° luglio, ma è in ritardo perché Vannoni ha rimandato per tre volte l'impegno di rivelare il suo metodo al comitato di nomina governativa che preparerà il trial.  Il Comitato è composto da rappresentanti dell’AIFA, del Ministero della Salute e diversi scienziati ed è guidato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Nature ha fatto ripetuti tentativi di contattare Vannoni via e-mail e per telefono per un commento dallo scorso mercoledì 26 giugno. La Fondazione Stamina non ha risposto alle e-mail.

Secondo Irving Weissman, direttore dello Stanford Institute for Stem Cell Biology and Regenerative Medicine in California, il Governo italiano “non sarebbe saggio a sostenere un trial con così poche prove di efficacia". /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:"Calibri","sans-serif"; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-theme-font:minor-fareast; mso-hansi-font-family:Calibri; mso-hansi-theme-font:minor-latin; mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; mso-bidi-theme-font:minor-bidi;}

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