SUCCESSO A BOLOGNA PER IL CORSO "GESTIONE DELLE TOSSICITA' NEI FARMACI ONCOLOGICI INNOVATIVI"

BOLOGNA, 22 SETTEMBRE - “Avevamo un obiettivo dichiarato: quello di condividere con i colleghi farmacisti uno sguardo preciso sui nuovi farmaci in oncologia e in oncoematologia, non tanto dal punto di vista del meccanismo d'azione, quanto dal punto di vista della gestione del paziente e della tossicità.
Proprio con l'idea di conoscere un po' meglio quali sono le tossicità che prevalentemente vengono viste dai clinici e che devono essere trattate congiuntamente”: l’ha affermato Caterina Donati (Coordinatore dell’Area scientifico-culturale SIFO Oncoematologia) al termine del Corso Nuove tossicità dei farmaci oncologici: farmacovigilanza attiva e gestione clinica, appena concluso a Bologna. Il Corso – che aveva come responsabili Domenico Tarantino, Coordinatore dell’Area scientifico-culturale SIFO Oncologia, e Miriam Rizzo, Collaboratore dell’Area scientifico-culturale SIFO Oncoematologia, oltre alla stessa Donati – è stato aperto dalla Segretaria SIFO per l’Emilia Romagna, Anna Marra, e si è sviluppato su due sessioni (“Nuovi farmaci in oncologia ed ematologia: dove siamo?” e “Nuovi farmaci e nuove tossicità: dalla sperimentazione clinica al real word”) con la partecipazione di speaker provenienti da specialità cliniche con cui il farmacista ospedaliero collabora abitualmente: oncologi, ematologi, dermatologi, oculisti.
La giornata è stata introdotta da un messaggio del presidente SIFO, Arturo Cavaliere, che ha ricordato che la Società scientifica è da tempo concentrata su vari fronti: medicina personalizzata, terapie ATMP, CAR-T cell, anticorpi bispecifici, target therapy, Real‐World Evidence, immunoterapie e tossicità immuno-relate, proprio i temi dell'evento bolognese. Cavaliere ha espresso l'auspicio che l'evento, "che è nel solco della tradizione formativa di SIFO, sia una nuova tappa di quel ricco percorso che la farmacia ospedaliera italiana sta compiendo per garantire a pazienti ed operatori che le terapie - anche quando sono estremante avanzate e che quindi necessitano di una farmacovigilanza sempre più precisa ed accurata - sono in mani aggiornate e competenti".
Due keywords sono state al centro della giornata: tossicità e multidisciplinarietà. Come precisa Caterina Donati: “Parlare di tossicità nell’ambito di farmaci innovativi significa non solo interrogarci sulla sua manifestazione acuta all’interno del contesto ospedaliero, ma anche riflettere sulla gestione complessiva del paziente, perché ci sono reazioni avverse che non si sviluppano nelle prime ore dopo le terapie, ma che si manifestano quando il paziente si trova già a domicilio. Da qui l’importanza di un dialogo con le Reti per un governo multidisciplinare del territorio”.
Proprio sulla “piattaforma condivisa della multidisciplinarietà” si è concentrata la conclusione del Corso SIFO, perché la presenza del farmacista all'interno del dialogo multidisciplinare risulta la chiave di volta di una gestione corretta delle terapie, anche in chiave predittiva: “riteniamo che la nostra figura possa essere essenziale per sia nella gestione della tossicità quando è avvenuta, che negli aspetti predittivi, quindi nella selezione del paziente, nella scelta della strategia più indicata sulla base delle indicazioni riguardo all'efficacia ed anche riguardo alle possibili attese di tossicità gravi e medio-gravi”.
Walter Gatti
giornalismo & comunicazione