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Infezioni vie respiratorie: antibiotici come e quando

Scritto da Di Cerbo Lidia Il .

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Le ultime raccomandazioni in tema di antibioticoterapia per le infezioni delle vie respiratorie arrivano dall’American College of Physicians (ACP) e dai Centers for Diseases Control and Prevention (CDC).

E’ stata condotta una revisione narrativa della letteratura basata sull’evidenza riguardo l’uso appropriato degli antibiotici nelle infezioni acute del tratto respiratorio (ARTI) negli adulti, che comprendono bronchite acuta non complicata, faringite, rinosinusite e raffreddore. Gli autori dell’articolo si sono avvalsi delle linee guida oltre che di metanalisi, revisioni sistematiche e trials clinici randomizzati, tutti selezionati con l’aiuto di 4 motori di ricerca: Cochrane Library, PubMed, MEDLINE ed EMBASE.

Le ARTI rappresentano il motivo più comune di visita ambulatoriale e l’uso inappropriato di antibiotici nella cura di queste infezioni contribuisce in maniera importante al fenomeno dell’antibiotico resistenza. Senza contare che gli antibiotici sono responsabili tra l’altro anche di un gran numero di reazioni avverse (1 accesso su 5 al pronto soccorso per reazioni avverse è causato da un antibiotico).

Consiglio n°1 - Bronchite acuta non complicata: i medici non dovrebbero eseguire test o iniziare una terapia antibiotica nei pazienti con bronchite, a meno che non si sospetti una broncopolmonite.
Consiglio n°2 - Faringite: i medici dovrebbero visitare attentamente i pazienti con i sintomi che suggeriscono una faringite streptococcica di tipo A (ad esempio: febbri persistenti, adenite cervicale anteriore ed essudati tonsillofaringei oppure altre combinazioni appropriate di sintomi) facendo ricorso anche alla determinazione antigenica con test rapidi e/o all’esame colturale di campioni ottenuti dalla faringe posteriore e dalla superficie di entrambe le tonsille. L’inizio della terapia antibiotica dovrebbe essere subordinata alla conferma della diagnosi di faringite streptococcica.
Consiglio n°3 - Rinosinusite acuta: il trattamento antibiotico dovrebbe essere riservato solo ai pazienti con sintomi che persistono per più di 10 giorni, in cui l’esordio clinico è caratterizzato dalla gravità dei segni e dei sintomi, ovvero febbre elevata (>39°C), scolo nasale purulento o dolore facciale che permangano per almeno 3-4 giorni dopo l’insorgenza o in cui l’esordio clinico sia compatibile con un’infezione virale che, dopo 5-6 giorni di iniziale miglioramento, tende successivamente a peggiorare per la comparsa di febbre, cefalea e aumento dello scolo nasale (andamento cosiddetto double sickening).
Consiglio n°4 - Raffreddore: non dovrebbero essere prescritti antibiotici ai pazienti con il comune raffreddore.

Per ulteriori informazioni:
Appropriate Antibiotic Use for Acute Respiratory Tract Infection in Adults: Advice for High-Value Care From the American College of Physicians and the Centers for Disease Control and Prevention

Fonte: annals.org

lidia di cerbo
specializzanda in farmacia ospedaliera, roma

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